5 settembre 2012

Comunicato stampa 5-9-2012


Ci risiamo!
Ancora una volta la cosiddetta "arte" tanto applaudita e acclamata dalla critica artistica, non è altro che semplice opera offensiva della religione cattolica.
Non era bastata la bassezza artistica di Castellucci che da un palco, spoglio come la trama da lui ideata, riteneva artistico lanciare escrementi contro il Santissimo Volto di Nostro Signore Gesù Cristo.
Non bastava l'arte erotica di Chiara Muti che, desiderosa di far parlare di sé e probabilmente farla uscire dall'anonimato della stampa, a Ravenna ha ritenuto artistico portare la storia di una suora che, vittima di un turbamento sessuale, si strappa le vesti e bacia nuda un crocefisso: trama degna di qualsiasi filmetto erotico di serie C, prodotto in qualche anonima sala cinematografica o emittente televisiva nelle più improbabili ore.

Adesso, anche la Mostra del Cinema di Venezia, che dovrebbe essere il palco dei film di livello, si abbassa a scene di blasfemia dando spazio a sconosciuti registi in cerca di fama con la ricetta che sembra riuscire meglio in questi ultimi tempi: offendere la religione cattolica!

"Paradise Faith" -è questo il titolo del film incriminato- non solo tenta di far passare il messaggio che il credente medio è un povero fanatico, incapace di vivere ed ossessionato dallo spirituale, ma addirittura in una sua scena fa masturbare la protagonista con un Crocifisso! Scena blasfema non censurata dagli organizzatori ed, anzi, accolta in sala anche con alcune risate (diaboliche)

Come cattolici, noi denunciamo un simile attacco alla nostra santa religione e siamo pronti, come per lo spettacolo di Castellucci, a scendere in piazza con la migliore arma a nostra disposizione: il Santo Rosario, per riparare pubblicamente a una simile opera blasfema.

Pertanto invitiamo tutti a questa nuova mobilitazione contro quella che risulta essere un'arte luciferina degna del più ignobile uomo.

Ancora una volta gridiamo: basta crisitanofobia!

W Cristo Re!
Comitato "San Carlo Borromeo"

4 settembre 2012

Devozione cosmica? no! solo insipienza e blasfemia


(su una Fides del 13-08-2012)  Ci è stata segnalata la messa in vendita di uno zaino della Eastpak, uno dei marchi che oggi va per la maggiore, che ci ha lasciato attoniti. Si tratta, come potete vedere dalla foto, di un tipico esempio di mancanza del più elementare rispetto per le immagini sacre cristiane.
Chiediamo a tutti i siti di ispirazione cattolica di farsi promotori di un boicottaggio dei prodotti Eastpak finché tale prodotto non viene tolto dal mercato e non vengono prodotte delle scuse adeguate.

Notate che Nostro Signore è stato vestito con una tutta spaziale, la Madonna con gli ochiali da sole e San Giuseppe con un barretto da baseball! Hanno persino dato un titolo a questo zaino: ‘cosmic devotion’: una devozione cosmica. Qui di cosmico c’è poco, di comico l’imbecillità di chi ha avuto un tale colpo di ingegno.

Scandaloso sarebbe invece il silenzio dei cristiani che con questo post rompiamo e invitiamo a rompere.
Ricordino i signori della Ditta sunnominata, che si beffano di Lui e Lo bestemmiano, che “Deus non irridetur. Quae enim seminaverit homo, haec et metet” (Dio non si irride. Quello che l’uomo semina, raccoglierà, lettera ai Galati, 6,7).

20 agosto 2012

A Ravenna in scena spettacolo blasfemo


(di Federico Catani) La blasfemia sembra non fare più notizia. Il mondo dei credenti appare piuttosto rassegnato e indifferente di fronte a spettacoli che infangano il cattolicesimo. È il caso di Sancta Susanna, pièce teatrale andata in scena tra il 6 e il 7 luglio al Ravenna Festival e che ha visto il debutto nella regia di Chiara Muti, figlia del noto Riccardo, che invece ha diretto l’orchestra. Si tratta di un’opera espressionista scritta nel 1921 da Paul Hindemith, su libretto di August Stramm.
All’epoca venne giudicata scandalosa per la sua trama, tanto che, nel 1922, il direttore d’orchestra Fritz Busch si rifiutò di dirigerla perché la riteneva oscena e blasfema. E ancora nel 1977, il primo allestimento italiano della Sancta Susanna all’Opera di Roma fu accolto da proteste e costò una denuncia al sindaco della Capitale, Giulio Carlo Argan, e al sovrintendente del Teatro romano. Lo stesso Hindemith, mentre era in vita, decise di ritirarla dalle scene. Oggi invece è stata riproposta senza alcuna contestazione e senza alcuna vergogna.

L’opera, della durata di circa 25 minuti, racconta di una giovane suora in odore di santità, Susanna, che, mentre è dedita alla preghiera, viene turbata dai gemiti sessuali di una giovane coppia, provenienti dalla finestra del convento insieme con gli odori e i colori dei fiori del giardino. Il suo turbamento la porta a strapparsi l’abito da suora e ad abbandonarsi a una pulsione erotica, rimandando alla memoria di suor Klementia che l’assiste, la vecchia storia di suor Beata, la quale, vinta dalla passione fisica, baciò nuda la testa del Crocifisso, venendo poi murata viva. Susanna riceve la condanna feroce delle consorelle che l’accusano di essere posseduta da Satana.

Tuttavia, non trattiene il desiderio e rifiuta di pentirsi. Benché Chiara Muti abbia tentato di dare una lettura spirituale dell’opera, come va di moda oggi allorquando ci si trova di fronte a scene incontestabilmente scabrose e sacrileghe, la pièce resta indubbiamente di cattivo gusto e offensiva verso tutte quelle religiose che, oggi come un tempo, con grande abnegazione, dedicano tutta la vita alla preghiera, all’espiazione e all’amore a Dio. Sottolineare, come fa la Muti, il bisogno di sfogare la propria fisicità e di riscoprire la propria femminilità e mettere come sfondo delle scene un altare con sopra il Crocifisso non fa che peggiorare il messaggio blasfemo dell’opera. (Federico Catani)

Fonte: http://www.corrispondenzaromana.it/a-ravenna-in-scena-spettacolo-blasfemo/#more-11249

25 luglio 2012

L’ora di paganesimo nel Regno Unito

Fonte: http://www.corrispondenzaromana.it


(di Gianfranco Amato) Sant’Agostino di Canterbury, ricordato come Apostolus Anglorum per la sua attività evangelizzatrice della Britannia, non deve aver preso davvero molto bene la notizia giunta in Paradiso dalla Cornovaglia. Le autorità scolastiche di quella regione del Regno Unito, infatti, hanno deciso – stando a quanto riferisce il quotidiano “Daily Mail” e la stessa BBC – di inserire la materia di paganesimo nel programma di studi fin dalla prima elementare. Così agli alunni fin dalla tenera età verranno insegnati i principi pagani, con tanto di divinità, riti, druidi, magie, festività e recupero della cultura esoterica precristiana.
Il programma, dettagliatamente elaborato dal Cornwall’s Religious Education Advisory Group, prevede, inoltre, che all’età di undici anni gli allievi comincino ad affrontare anche il moderno paganesimo cornico, e a conoscerne i luoghi di culto attraverso visite guidate. Neil Burden, componente del Consiglio della Cornovaglia con delega ai servizi per i giovani, ha dichiarato che l’iniziativa di introdurre il paganesimo tra le materie di scuola consentirà agli studenti l’«accesso ad un più ampio spettro delle fedi religiose».

17 giugno 2012

Caso Castellucci - L'Avv. Guerini si oppone alla richiesta di archiviazione della denuncia

La comunicazione dell’avv. Pietro Guerini:

Comunico che il Sostituto Procuratore della Repubblica di Milano , dott. Ferdinando Pomarici , ha presentato richiesta di archiviazione nei confronti del regista Romeo Castellucci per il procedimento aperto a seguito di denuncia depositata unicamente dal sottoscritto , come precisato dallo stesso PM nel suo provvedimento , per violazione degli artt. 403 e 404 c.p. dopo lo spettacolo " Sul concetto di volto nel figlio di Dio " , andato in scena a Milano il 24-1-2012 presso il teatro Franco Parenti .
La richiesta di archiviazione viene motivata con la tesi secondo cui nella fattispecie oggetto di vilipendio non sarebbe il volto di Gesù Cristo ma , al limite , il quadro su cui esso sarebbe raffigurato e che la non colpevolezza del regista sarebbe comprovata dall'analisi della sceneggiatura dell'opera .
Avverso tale richiesta ho presentato nei termini di legge ,  l'opposizione che allego , che autorizzo a pubblicare alla luce della rilevanza della vicenda , ampiamente trattata a suo tempo dai media , così come sono stati pubblicati analoghi atti per fatti sempre di rilevanza pubblica ( cito per tutti l'opposizione presentata dall'Avv. Giuliano Pisapia contro la richiesta di archiviazione presentata a favore del sig. Placanica per la morte del sig. Carlo Giuliani a Genova ) .
Avv. Pietro Guerini



4 giugno 2012

Pubblicità irriverente


Non bastava la cosidetta "arte" di Castellucci e compari a offendere Nostro Signore, ora anche la pubblicità vilipenda la religione cattolica!

L'ultimo esempio è quello di un'azienda produttrice di impiati fotovoltaici (la Helios impianti spa di Grosseto) che non ha avuto alcuno scrupolo di mettere in piedi una campagna pubblicitaria basata sulla ridicolizzazione del Mistero più alto e grande della religione cattolica: la Transustanziazione.

Nello specifico, si tratta di manifesti in cui vi è la foto di una sacerdote al momento dell'elevazione della Santissima ostia, o meglio, della "O" che compone la parola "Fotovoltaico".
Di una simile trovata, come cattolici, ci riteniamo offesi, perché il sacerdote raffigurato, in quel momento, agisce in "Corpus Christi" e tra le sue mani non vi è un semplice pezzo di pane, ma il Corpo di Nostro Signore Gesù Cristo, morto in Croce per noi, il cui Sacrificio è ripetuto, in modo incruento, in ogni celebrazione.

Ci auguriamo inoltre che la pubblicità non voglia proporre seriamente una specie di super-religione/filosofia sincretista trascendente tutte le confessioni religiose e basata sulla credenza nella divinità "Madre natura"  (infatti la pubblicità recita:"Vivere green è una filosofia di vita che va oltre il credo religioso....è salvaguardare madre natura....Io credo nel Fotovoltaico. E tu?"). In ogni caso, la campagna pubblicitaria in questione compie almeno una vera e propria "profanazione", cioè infrange la sacralità dei più alti misteri, manca di rispetto verso ciò che meriterebbe la più alta riverenza, mischia il sacro con il profano.

Il Comitato San Carlo Borromeo, pertanto, denuncia questo basso tentativo di sfruttare la nostra Santa Religione per scopi commerciali e si unisce al coro dei tanti cattolici che hanno trovato di pessimo gusto una simile trovata pubblicitaria.
Comitato "San Carlo Borromeo"


25 maggio 2012

Domenica 13 maggio 2012, a Roma, Marcia Nazionale per la Vita. 15.000 sorrisi spezzano le catene della morte

Fonte: Riscossa Cristiana

Sapete come si fa a uccidere una strega? Con colpo di fucile. Però, attenzione , il proiettile non deve essere di piombo, non servirebbe a nulla, perché contro il male i nostri mezzi di difesa ordinari sono impotenti. Ma se usate una cartuccia con un proiettile di cera, insomma una cartuccia a salve, di quelle che si usano nei film o negli spettacoli teatrali, potete uccidere la strega. Sul proiettile di cera dovete incidere la traccia di un sorriso: non  è difficile, è come disegnare una mezza luna. Puntate e fate fuoco. Naturalmente il proiettile di cera non è in grado di uccidere, e il calore dello sparo lo scioglierà in pochi istanti, ma la strega morirà, perché è invulnerabile a tutto, ma non a un sorriso che si lancia verso di lei, anche se dura un attimo. Non può sopportare il sorriso, perché essa trae il suo respiro e il suo nutrimento dal male, dalle angosce, dalle tristezze che l’uomo produce e coltiva di continuo, dall’acre odore delle notti insonni, dallo sputo acido delle maldicenze e delle cattiverie. Respira e trae la sua mortifera vitalità da ogni sospiro che la nostra cattiva coscienza ci fa emettere. Si nutre del male e non è mai sazia.